Archivi del mese: Ottobre 2015

La dignità perduta

Sono soddisfazioni. Grandi. Trovarsi catapultati ai famosi “onori della cronaca” per un motivo così qualificante.
Un giornalista di tutto rispetto, per di più friulano, fa un’inchiesta, l’ennesima nei panni di un rifugiato con al seguito la propria famiglia, sull’accoglienza presso 23 strutture ecclesiastiche in 4 Paesi, delle quali ben 2 nel nostro territorio (futura UTI…) e in 22 gli vie-ne rifiutata, anche in malo modo.
Comprese le parrocchie di Rivignano e… Latisana.

Davvero qualificante, c’è da esserne orgogliosi. D’accordo, si dirà: erano strutture ecclesiastiche, ne risponderanno i rispettivi parroci alle proprie coscienze ed eventualmente al Papa, che poco più di un mese fa ha dichiarato Continua la lettura di La dignità perduta

Il Risiko de noantri

Che aspettative si possono avere da una campagna elettorale? È davvero troppo sperare di poter vivere un confronto fatto di idee nuove e di nuove prospettive?

La scorsa primavera, quando organizzammo come blog un incontro con i rappresentanti delle realtà sociali latisanesi, lo intitolammo “Povera Latisana! Cosa si può fare?”
Qualcuno ci criticò per il tono troppo negativo di quel titolo. Perché “povera Latisana?” – ci dissero. Ecco, il pericolo è di non rendersene conto. Di non rendersi conto di quanto Latisana sia un paese impoverito. Addirittura “intristito“. È triste il panorama economico, è tristissima la politica, e rischia di diventare sempre più triste la vita sociale.

foto Risiko

Per come sta nascendo, si prospetta triste anche la prossima campagna elettorale. Non c’è nessun discorso di prospettiva che riesca a creare dibattito, nessun confronto serio sulle visioni della Latisana che sarà. Come se a nessuno interessasse immaginarsi come vorremmo che fosse Latisana fra cinque, dieci, venti anni.

Contano i numeri. Le trame politiche da campagna elettorale di paese, condotte nell’ombra quasi sempre attraverso i soliti noti, ruotano solo attorno ai numeri. Tu quanti voti hai? Se io ti porto gli Alpini di Paludo e la foghera di Crosere, tu mi garantisci i pescatori di Gorgo e i pensionati di Sabbionera? Un Risiko di paese (con tutto il rispetto e l’ammirazione per Alpini, foghere, gruppi e associazioni che con il loro impegno tengono in piedi la vita sociale latisanese), un Risiko dove al posto della Kamchatka e dell’Ontario ci sono gruppi di riferimento e clientele varie. Legittimi e rispettabili, appunto. E poi le elezioni si vincono con i voti, chiaro. Ma è tutto qui quello che possiamo aspettarci? Per fare cosa?
Per un programma elettorale scopiazzato da quelli precedenti (tanto nove cose su dieci sono rimaste da fare)?

Se non siamo capaci di nuove visioni, siamo un paese triste e destinato al declino.
C’è chi si aspetta i nomi, come se i nomi da soli potessero fare la differenza. Le persone sono importanti, fondamentali, ma con quali progetti?
E quali persone nuove pensiamo di coinvolgere se non scardiniamo le solite logiche dei “gruppi di potere”?
Però giocando a Risiko qualche volta succede, che le piccole armate, con buone idee e un po’ di fortuna…

Marco Caineri

Latisana-Ronchis: un’occasione sprecata.

Cambiare” è l’esigenza che, fra le premesse di questo blog, abbiamo messo davanti a tutte le altre. “Cambiare” vuole anche dire allargare gli orizzonti, cominciare a pensare in modo diverso, mettere da parte vecchi stereotipi. Per questo, così come la nuova sfida delle UTI, anche l’ipotesi di una fusione fra i Comuni di Latisana e di Ronchis è una prospettiva che ci attira.

latisana (2) ronchis (2)

Non è un progetto che si può improvvisare, né può diventare uno strumento di calcolo elettorale. Va pensato, preparato, condiviso. Meglio ancora: andava pensato, preparato, condiviso.

Non entriamo nel merito di quello che è successo in questi giorni, anche se ci pare evidente, quantomeno, che la questione e il metodo utilizzati siano stati fallimentari. Ad un occhio esterno si è vista solo tanta con-fusione e, ahinoi, un sindaco ben voluto dalla gente (Ronchis) in qualche modo costretto dagli eventi alle dimissioni.

Non possono essere solo le opportunità (allettanti) offerte dalla legge regionale a spingere verso una scelta di quel tipo, serve una convinzione che parta da una rinnovata visione amministrativa (meno bottega e più progetti in prospettiva).

Fare le Unioni Comunali (federazioni di Comuni indipendenti), mettendo organicamente insieme la gestione di servizi e interventi, è stata (ed è) un’operazione difficile di cambiamento. La fusione, indubbiamente, ne è il logico completamento. Ma più che per le Unioni, nel processo che dovrebbe portare due Comunità indipendenti, con caratteristiche anche storiche diverse e con identità e peculiarità specifiche (o che così si percepiscono) occorreva un surplus di impegno.

Non basta che ci siano la proposta di un nome, i confini e la sede comunale “a tavolino”. Non basta che due sindaci e i rispettivi consigli siano d’accordo. Non ci si può illudere che il “dibattito” di pochi mesi sul referendum sarebbe stato sufficiente: siamo sicuri che il referendum sarebbe passato a Latisana o a Ronchis? E se fosse saltato?

Occorre, invece, proporre per tempo un progetto che ponga entrambe le comunità nelle condizioni di immaginarsi positivamente fuse insieme. E non solo da un punto di vista tecnico-amministrativo, ma con una preventiva riflessione sulla storia e le identità di ciascuna. Non solo le convenienze immediate, ma la prospettiva comune di essere una sola comunità.

Una riflessione lunga finalizzata a fugare tutte le incertezze e i dubbi. Soprattutto da parte della comunità più piccola, Ronchis, nei confronti di quella più grande, Latisana: per quanto incomprensibile agli occhi dei “cittadini” di Latisana, è più che legittimo da parte della comunità più piccola la paura di perdere qualcosa o molto nella fusione con i cugini più grandi. Un dibattito del genere, ne siamo sicuri, porterebbe anche il territorio di Latisana a ripensare a tutti i suoi “confini” (le frazioni, i “rioni”) e le sue identità. Con l’intento di valorizzarle e di interessarsi ai loro destini, non solo durante la campagna elettorale.

Ecco, Latisana aveva (e avrebbe) questo importante ruolo: non forzare i tempi, ma porsi davvero come capofila promuovendo un dibattito tra pari, facilitandolo e non calandolo dall’alto.

Un cambio di prospettiva. Che per essere tale va prima di tutto condiviso.

articolo redatto e sottoscritto dal gruppo di Promotori di Latisana2016

Luca Abriola
Marco Caineri
Riccardo Cicuttin
Carlos Corvino
Massimo De Bortoli
Ippolito Di Martino
Filiberto Fantin
Daniele Galizio
Daniela Malisan