Archivi del mese: Novembre 2015

Aboliamo il 25 Novembre

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Perché è stata istituita? C’era bisogno di un’altra ricorrenza? A leggere i numeri direi proprio di sì, solo in Italia nel 2014 sono state uccise 115 DONNE ( leggi qui) da un uomo per motivi basati sul genere (uccisione di una donna da parte di un uomo per motivi di odio, disprezzo, piacere o senso di possesso delle donne) ed erano 134 nel 2013.

stat

(fonte)

Il numero dei femminicidi descrive purtroppo solo la punta dell’iceberg, infatti è impressionante il dato delle italiane che hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita, che un’ indagine dell’Istat del 2015 (leggi qui) indica al 31,5% della popolazione e in Friuli va peggio, i dati del 2006 (link ISTAT) ci dicono che stavamo al 33,9% rispetto ad una media nazionale che non è cambiata (31,9%).

Alla luce di questi dati è facile capire perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la violenza contro le donne una delle prime cause di morte o invalidità permanente per la popolazione femminile. Il 42% di coloro che hanno subito violenze fisiche o sessuali da uomini con cui avevano avuto una relazione intima ha riportato gravi danni alla salute. E ancora, il 38% degli omicidi di donne nel mondo viene commesso da un partner intimo.

 

In questi giorni, in cui si vedono spot e si sentono raccontare i dati, capita di sentire dire “e quando si festeggerà la giornata contro la violenza sugli uomini?”. Ecco, questa che è sicuramente una battuta leggera, descrive però tutta la difficoltà maschile, ma anche femminile -perché sono anche le donne che si infastidiscono a sentirne parlare- di provare a comprendere il problema.

Che la parità di genere non esista credo lo abbia notato anche l’osservatore più distratto e, se il Global Gender Gap (http://www.weforum.org/reports) che da anni misura la disparità di genere a livello globale, indica per quest’anno un miglioramento dell’Italia rispetto al 2013 (siamo passati dal sessantanovesimo posto al quarantunesimo su 145), ciò è dovuto unicamente alla maggiore rappresentanza delle donne in politica. Infatti nel mondo del lavoro le cose non sono cambiate, siamo passati dal centoquattordicesimo posto al centoundicesimo su 145 Paesi. E pensare che sono proprio il lavoro e l’indipendenza economica che consentono alle donne di uscire da una relazione violenta…

UOMINI E DONNE ANCORA DISPARITA' NEL MONDO DEL LAVORO....

Le donne hanno livelli d’istruzione superiori a quelli degli uomini, arrivano prima alla laurea però poi, nel mondo del lavoro, non riescono a raggiungere lo stesso primato, come mai? Non siamo disposte a credere che ciò dipenda dalla “natura”, per la quale la donna si sente più appagata nel ruolo di madre tanto da non essere più interessata al lavoro. Crediamo, piuttosto, che chiunque, uomo e donna, che si trovi a dover conciliare, da solo, ritmi di lavoro frenetici, la gestione della casa e dei figli ad un certo punto si senta costretto a fare delle scelte che, in una coppia, sono sempre chieste ad una donna. Garantire pari opportunità nel mondo del lavoro significa anche lavorare sulla gestione della quotidianità familiare, che grava in maniera preponderante sulle donne.

Le cose stanno cambiano …. Troppo lentamente.

Quindi non stanno cambiando: gli esperti valutano che di questo passo si dovranno attendere ottant’anni prima di raggiungere una società giusta, nella quale ci sia pari dignità tra i sessi e tutti abbiano stessi diritti e opportunità. Pensare che secondo la Costituzione dovrebbe essere così dal 1948…

Questo ci dice che le leggi sono importanti, ma da sole non bastano. C’è bisogno del cambiamento culturale. Una battaglia che deve essere condotta da donne e uomini insieme. Non è un problema di donne contro gli uomini, o di uomini che subiscono la perdita di “un diritto acquisito”. Bisogna lavorare per la costruzione di una società equa che si realizza insieme a casa, ma ancora di più, sui banchi di scuola, per non doverla celebrare più una ricorrenza sulla violenza né di donne né di uomini!!!!

Cristina Camilla Corazza
Stefania Del Rizzo

Parliamoci chiaro

Parliamoci chiaro, ‘sta roba non è mica una passeggiata.
Volere il cambiamento culturale, politico ed amministrativo di un territorio, sia esso un piccolo comune o una grande nazione, significa prendersene la responsabilità, significa proporre delle idee e, soprattutto, riuscire a comunicarle e realizzarle. Significa anche aprire conflitti costruttivi ed essere disponibili a mettersi nei panni dell’altro.
Lo stiamo facendo da un bel po’ di tempo, da prima che questo blog nascesse. Solo che ora arriva il bello, miei cari latisanesi, ora arriva il momento in cui bisogna decidere da che parte stare.

parcliamocichiaro

Il progetto Latisana2016 non ha la pretesa di presentare un rinnovamento a “pacchetto completo e chiavi in mano”, proprio no. Ma ha sicuramente il merito di avere le porte aperte su un orizzonte, di accogliere voci e mani e teste, perché crede che solo la partecipazione dei cittadini possa essere la soluzione all’incuria, al degrado, al disinteresse per la collettività ed il bene comune Continua la lettura di Parliamoci chiaro