Perché serve cambiare!

Serve cambiare perché ogni democrazia, piccola o grande che sia, ha bisogno dell’alternanza per potersi considerare sana e compiuta.

cambiamento

Serve cambiare perché 25 anni di incontrastato dominio li merita un’amministrazione che ottiene grandi successi e risultati incontestabili. E non è il caso di Latisana.

Serve cambiare perché, forse, se altri comuni ottengono ciò che a Latisana sfugge, è anche perché hanno avuto Sindaci migliori. Qualunque fosse il colore del governo regionale.

Serve cambiare perché troppi anni con le stesse persone ad amministrare hanno incancrenito rapporti e situazioni. 

Serve cambiare per dimostrare che abbiamo il coraggio di provarci. Ed è più forte della paura che ci fanno quelli che comandano.

Serve cambiare perché la politica – soprattutto a livello locale – non può ridursi ad una questione di clientele ed amicizie.

Serve cambiare perché la soluzione ai problemi non può nascere dalle stesse coscienze che li hanno creati. E non lo diciamo noi, lo ha detto Albert Einstein.

Serve cambiare. È ora.

15 pensieri su “Perché serve cambiare!

  1. A questo punto si cambia solo con una rivoluzione….l’illusione di cambiare a livello locale è proprio uno sport che si ripresenta ogni cinque anni con la tipica frenesia di vedere il proprio cavallo vincente. Andava bene qualche anno fa ..ma adesso con le manifeste corruzioni in ogni ganglo della politica e parlo di quella nazionale europea e internazionale ..come si fa ad avere ancora la voglia di pensare che possa esistere in don Chisciotte che con la spada di cartone vibri il colpo della correttezza e della trasparenza per il bene di una comunità? Abbiamo visto e stiamo vedendo con il punto nascita è proprio la foto delle condizioni in cui versiamo

    1. Anna!!! Ció che affermi è in parte condivisibile. Ma è anche vero che i problemi di questa nostra piccola comunità sono identici ad altre più importanti comunità e probabilmente al resto del mondo. Non per questo dobbiamo risolvere i problemi di tutto il mondo per poter risolvere o gestire i nostri.

    2. Condivido il pensiero di Anna al 100%…..anche perche’ avendo svolto il ruolo di consigliere comunale di opposizione ( nn a latisana ma in zona milano) posso affermare che sarebbe illusorio e irreali affermare che qui i nostri problemi c’è li possiamo risolvere noi. …figurarsi….il marcio sta in testa perche’ il marcio siamo noi

    3. Non so chi tu sia Anna Delli Santi, nè quanti anni abbia, ma sei più “vecchia di Matusalemme”, delusa e sfiduciata. Solitamente il tuo pessimismo appartiene a chi non intende a provare a cambiare nulla, a chi “tanto sono tutti uguali”.
      Radioso futuro a te.
      Walter

  2. Cosa volete cambiare a Latisana?
    Nemmeno i semafori funzionano più…un paese allo sbando con 21 negozi o attività commerciali chiuse in centro e non in periferia, molti nullafacenti al bar tutto il giorno e mantenuti da chi paga le tasse, ringraziare le vicine spiagge (Lignano e Bibione) per gli unici posti di lavoro che ancora tengono anche se solamente stagionali!
    Latisana ancora un po’ non è segnalata nemmeno su Google Maps…
    E sento parlare ancora di rilancio del commercio e/o del turismo…ma perfavore…
    Troppi interessi economici anche a livello locale, già sentita la solita solfa ogni volta che ci sono le elezioni e il “cambiamento” sperando che non si cambi in peggio!!!

    1. Purtroppo hai ragione…su tutto tranne un punto, anche chi vorrebbe lavorare non lo puo’ fare causa mancanza….a meno che tu intenda lavoro come schiavismo da terzo mondo dove di va a sgb bare per 12*14 ore a paga inventata dal capo….

  3. Ma c’è qualcuno che legge i blog e ha voglia di provarci in questo sconsolato paese? C’ è qualcuno che pensa non di poter cambiare il mondo ma di poter fare anche solo una cosa a servizio del bene comune? Se c’è batta un colpo, perché qui altrimenti diventa il luogo del conformismo e del qualunquismo. Siamo in cerca di idee e di proposte e di speranze che sono sempre nate dal lamento nella storia quando qualcuno ha avuto il coraggio di provarci. Esempi? Il voto alle donne, i diritti civili, la Resistenza ma anche tante realtà piccole dove qualcuno non si è fermato a gridare al naufragio, ma ha provato a nuotare.

  4. Avete tutti ragione a lamentarvi e a denunciare le cose che non funzionano. Mi rifaccio ad un mio recente scritto per chi vuole leggere lo trova nel Blog; E cioè: ho sempre pensato e agito, e continuo a farlo pensando che quello che faccio con impegno e dedizione, anche se poco, è un punto in più. Ma non penso assolutamente di cambiare la
    Vostra visione pessimista. Per me solo i coraggiosi

  5. Per tutti gli scontenti,venite nella sede della lista civica del candidato Sindaco Daniele Galizio presso ex bar commercio in piazza
    Garibaldi. Parliamone, ne uscirà qualcosa di buono.

  6. E’ vero, i cambiamenti fanno paura, perchè sostituiscono il noto con l’ignoto.
    A me fa paura anche la reticenza, il senso di inutilità, la perdita del desiderio. Penso che esprimere le proprie opinioni sia un diritto fondamentale ed inalienabile, ma provo fastidio ad essere ammorbato dal germe dell’ignavia.
    Che poi vorrei vedervi rivoluzionari: dalle 9.00 alle 17.00, part-time verticale, ma solo se non piove, con pausa pranzo e poi tutti casa a cambiare la lettiera al gatto.

  7. Condivido gli stimoli di Massimo, Riccardo e Gianni che non appartengono certo al mondo del conformismo e del “lo dicevo io”. La storia non l’hanno fatta i pusillanime, ma chi ha avuto la forza di vincere le proprie paure. Chiedo ai disfatisti: Ma una idea, una piccola misdera idea di come vorreste fosse il vostro paese, c’è l’avete? Allora esprimetela con forza, non aspettate l’aiuto di altri, portatela avanti, nessuno riderà di voi se siete veramente convinti, altrimenti ci sarà sempre la consolazione dell’happy hour.
    Walter

  8. Caro Walter per quanto mi riguarda ho sempre agito credendo nel mio operare. Non ho mai chiesto aiuti ma condivisione di progetti. Molte volte sono state solo idee molte altre progetti realizzati. Io sono il primo a ridere di me stesso la derisione degli altri, qualora si verifichi, non mi tocca per niente. Le critiche sono sempre bene accette. L’aperitivo e’ sempre un momento conviviale tra persone che hanno voglia di esprimersi. Gianni

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