Tutti gli articoli di Riccardo Cicuttin

Latisana e mobilità: puntare sulla bicicletta

Vogliamo una Latisana più “intelligente”,  più bella, più sana ed attraente e soprattutto più fruibile ai propri cittadini.

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Per farlo metteremo in campo strategie di pianificazione urbanistica e tecnologica volte all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici per mettere in relazione luoghi, servizi e persone con un approccio nuovo che permetta di dare una svolta “smart” alla nostra città. Continua la lettura di Latisana e mobilità: puntare sulla bicicletta

19 Febbraio 2016 – M’illumino di meno

L’ecologia è fatta di comportamenti reali ed incisivi, non (solo) di proclami.

L’ecologia è un atteggiamento ed una responsabilità di ciascuno, di ogni persona, gruppo o organizzazione.

L’ecologia si fa, e parlarne fa bene nella misura in cui promuove una cultura di sostenibilità, coinvolge le persone e diventa comportamento collettivo.

Latisana2016 crede nell’ecosostenibilità delle scelte personali e pubbliche, pertanto aderisce a M’illumino di meno, campagna di sensibilizzazione al Risparmio Energetico giunta alla sua 12a edizione. Continua la lettura di 19 Febbraio 2016 – M’illumino di meno

SVOLTA “VERDE” ELETTORALE E MANCATE VERITA’

Fa piacere che l’Assessore Canova (amministratore da 19 anni n.d.r.) segua il blog Latisana2016.it e ne prenda spunto per avviare quella che definisce la svolta verde del nostro comune tirando in ballo argomenti come il patto dei sindaci, l’efficienza energetica degli edifici e della pubblica illuminazione su cui abbiamo scritto diversi articoli quasi un anno fa.

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Rimane il sospetto che questa tanto decantata svolta abbia poco a che fare con il “verde” mentre sia più una questione di opportunità elettorale. Non va infatti dimenticato che in vent’anni di presenza in consiglio comunale l’Assessore e la giunta di cui fa parte non hanno mai espresso alcuna sensibilità nei confronti di temi come la sostenibilità e il risparmio energetico. Forse la fulminazione verde arriva perché manca qualche mese dalle future elezioni.

Quindi di cosa parliamo? Di una vera scoperta di valori che fino a ieri erano sconosciuti a questa amministrazione, o di una mera manovra propagandistica?

Entrando nel merito di quanto affermato, non possiamo non evidenziare quelle che a nostro avviso sono delle mancate verità:

Latisana è risultata ultima (con 0 punti di punteggio finale) nella graduatoria per l’assegnazione dei contributi per la predisposizione dei PAES (piani d’azione per l’energia sostenibile) ed il contributo richiesto è risultato non finanziabile, a meno di uno scorrimento della graduatoria in caso di rinunce o ulteriori finanziamenti disponibili.

Lo stesso era successo lo scorso anno per la domanda per gli interventi di rifacimento della scuola dell’infanzia di Gorgo. Latisana aveva anche in quest’occasione raggiunto il fondo della classifica ed era risultata non assegnataria del contributo. Solo due scorrimenti della graduatoria per reperimento di ulteriori fondi ha fatto si che risultasse poi assegnataria.

È evidente quindi che, più che la sensibilità verde della giunta e la loro capacità di presentare progetti chiari e ben definiti, ad aiutare la svolta verde elettorale ci pensa la fortuna o la capacità della giunta Regionale di destinare risorse ulteriori a quanto inizialmente disponibile.

Per quanto riguarda l’iscrizione al patto dei Sindaci (istituito nel 2008 dalla Commissione europea per sostenere gli sforzi degli enti locali nell’attuazione delle politiche nel campo dell’energia sostenibile), Canova dovrebbe specificare che gli zero punti presi dal progetto PAES sono proprio dovuti al fatto che il comune non è ancora iscritto ma si impegna a farlo entro il 31/03/2016 pena la revoca dei contributi.

Chiudendo, Canova dice poi che a Latisana si è già fatto qualcosa. Uno studio sull’impiego della geotermia. Beh, verrebbe da dire che tra il dire ed il fare c’è quasi la stessa distanza che c’è tra lo studiare ed il fare, visto che di concreto non si è visto niente in questi anni. Lo studio per l’impianto a servizio delle scuole primarie di Latisana è di 6 anni fa. Che fine ha fatto il tutto?

E la tanto decantata svolta verde come si sposa poi con un regolamento edilizio comunale vecchio di 33 anni, sintomo che i nostri amministratori ritengono che le caratteristiche che gli edifici (in termini di vivibilità, igiene, efficienza energetica e sostenibilità), le costruzioni accessorie, gli spazi aperti, il paesaggio ed il verde devono avere sono rimaste quelle degli anni ’80?

A parte la facile ironia, ben vengano tutte le azioni che l’Amministrazione vorrà mettere in campo per i prossimi mesi per fare finalmente qualche passo avanti sul tema della sostenibilità ambientale. Poi si andrà a votare, e ci auguriamo veramente che l’aria cambi definitivamente. Nel frattempo vigileremo attentamente su quanto dicono (più che su quel che realmente fanno) i nostri attuali amministratori, perché vorremmo che tra qualche anno fosse possibile dire che oltre ruote verdi ruote pulite (1994), si è fatto qualcosa di più.

Aboliamo il 25 Novembre

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Perché è stata istituita? C’era bisogno di un’altra ricorrenza? A leggere i numeri direi proprio di sì, solo in Italia nel 2014 sono state uccise 115 DONNE ( leggi qui) da un uomo per motivi basati sul genere (uccisione di una donna da parte di un uomo per motivi di odio, disprezzo, piacere o senso di possesso delle donne) ed erano 134 nel 2013.

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(fonte)

Il numero dei femminicidi descrive purtroppo solo la punta dell’iceberg, infatti è impressionante il dato delle italiane che hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita, che un’ indagine dell’Istat del 2015 (leggi qui) indica al 31,5% della popolazione e in Friuli va peggio, i dati del 2006 (link ISTAT) ci dicono che stavamo al 33,9% rispetto ad una media nazionale che non è cambiata (31,9%).

Alla luce di questi dati è facile capire perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la violenza contro le donne una delle prime cause di morte o invalidità permanente per la popolazione femminile. Il 42% di coloro che hanno subito violenze fisiche o sessuali da uomini con cui avevano avuto una relazione intima ha riportato gravi danni alla salute. E ancora, il 38% degli omicidi di donne nel mondo viene commesso da un partner intimo.

 

In questi giorni, in cui si vedono spot e si sentono raccontare i dati, capita di sentire dire “e quando si festeggerà la giornata contro la violenza sugli uomini?”. Ecco, questa che è sicuramente una battuta leggera, descrive però tutta la difficoltà maschile, ma anche femminile -perché sono anche le donne che si infastidiscono a sentirne parlare- di provare a comprendere il problema.

Che la parità di genere non esista credo lo abbia notato anche l’osservatore più distratto e, se il Global Gender Gap (http://www.weforum.org/reports) che da anni misura la disparità di genere a livello globale, indica per quest’anno un miglioramento dell’Italia rispetto al 2013 (siamo passati dal sessantanovesimo posto al quarantunesimo su 145), ciò è dovuto unicamente alla maggiore rappresentanza delle donne in politica. Infatti nel mondo del lavoro le cose non sono cambiate, siamo passati dal centoquattordicesimo posto al centoundicesimo su 145 Paesi. E pensare che sono proprio il lavoro e l’indipendenza economica che consentono alle donne di uscire da una relazione violenta…

UOMINI E DONNE ANCORA DISPARITA' NEL MONDO DEL LAVORO....

Le donne hanno livelli d’istruzione superiori a quelli degli uomini, arrivano prima alla laurea però poi, nel mondo del lavoro, non riescono a raggiungere lo stesso primato, come mai? Non siamo disposte a credere che ciò dipenda dalla “natura”, per la quale la donna si sente più appagata nel ruolo di madre tanto da non essere più interessata al lavoro. Crediamo, piuttosto, che chiunque, uomo e donna, che si trovi a dover conciliare, da solo, ritmi di lavoro frenetici, la gestione della casa e dei figli ad un certo punto si senta costretto a fare delle scelte che, in una coppia, sono sempre chieste ad una donna. Garantire pari opportunità nel mondo del lavoro significa anche lavorare sulla gestione della quotidianità familiare, che grava in maniera preponderante sulle donne.

Le cose stanno cambiano …. Troppo lentamente.

Quindi non stanno cambiando: gli esperti valutano che di questo passo si dovranno attendere ottant’anni prima di raggiungere una società giusta, nella quale ci sia pari dignità tra i sessi e tutti abbiano stessi diritti e opportunità. Pensare che secondo la Costituzione dovrebbe essere così dal 1948…

Questo ci dice che le leggi sono importanti, ma da sole non bastano. C’è bisogno del cambiamento culturale. Una battaglia che deve essere condotta da donne e uomini insieme. Non è un problema di donne contro gli uomini, o di uomini che subiscono la perdita di “un diritto acquisito”. Bisogna lavorare per la costruzione di una società equa che si realizza insieme a casa, ma ancora di più, sui banchi di scuola, per non doverla celebrare più una ricorrenza sulla violenza né di donne né di uomini!!!!

Cristina Camilla Corazza
Stefania Del Rizzo

Ci siamo incontrati a SettembreDOC

E’ stato emozionante e utile incontrarsi faccia a faccia sabato scorso, nonostante l’abbondante pioggia, per bere un bicchiere insieme e conoscersi di persona tra partecipanti, frequentatori e simpatizzanti del blog Latisana2016.it.

L’occasione di Settembre DOC ha fatto da cornice a questo piccolo evento conviviale voluto dai promotori affinché le tante persone che sono passate dal web e dagli incontri di lavoro delle settimane e dei mesi precedenti avessero modo di conoscersi anche in una situazione leggera ed informale.

Complice il buon prosecco dell’osteria abbiamo scambiato in modo appassionato impressioni, idee e visioni riguardanti il territorio del comune di Latisana e delle aree limitrofe coinvolgendo nella convivialità anche persone che fino ad ora non si erano avvicinate alle attività di Latisana 2016.

Ci portiamo a casa numerose testimonianze e desideri di rinnovamento sul tema della gestione del comune, degli spazi e delle risorse di cui, nonostante tutto, crediamo di essere ricchi. La vera bellezza è stata proprio l’atteggiamento positivo e propositivo di chi crede che davvero sia possibile lavorare per un salto di qualità della comunità latisanese, comprovato dalla volontà di investire intelligenze e capacità per creare e inventare nuove opportunità.

Come gruppo di promotori e di sostenitori ci soddisfa constatare che le discussioni avvengono sempre di più tra persone provenienti da estrazioni sociali, età, culture ed appartenenze molto diverse tra loro. Questa contaminazione è il segnale che si sente la necessità trasversale di abbandonare finalmente un’idea ed una pratica della politica basata sul mantenimento di interessi, di rapporti di potere, di spartizioni e di realizzare invece un modello di amministrazione trasparente, molto attento ad ascoltare tutta la cittadinanza e a generare sviluppo locale sia a livello economico che sociale.

C’è da dire che oltre alle “chiacchiere” sono stati creati appuntamenti per l’organizzazione di nuovi eventi pubblici e di tavoli di lavoro per progetti riguardanti l’agricoltura ed i servizi per imprenditoria e lavoro. A questo proposito chi desiderasse partecipare può segnalarlo con una mail o con un contatto tramite facebook.

Desideriamo infine ringraziare tutte le persone che a titolo di volontariato hanno animato i tre giorni di festa tra i tavoli e dietro i banconi, resistendo stoicamente alle intemperie e gli operai che hanno allestito, mantenuto e riordinato la città.

A passo d’uomo

Il giorno dopo Ferragosto, parlando più o meno dello stare nel mondo, un caro amico mi ha fatto ascoltare questa breve canzone. La condivido , perchè mi è sembrata evocativa e coinvolgente.

L’artista è Dimartino ed il brano si intitola “A passo d’uomo” (qui il video)

 

Il tuo paese sei tu.

Sei tu quella strada, quella volta

Ti ricordi?

Il fucile di tuo nonno, il sapore della carne, quella sera che sei nato

Sei tu il padreterno spensierato

L’uomo nudo sul balcone, il fondale, il lampione

Il tuo paese sei tu, non potrebbe essere altrimenti

Sei tu nei continenti, sui pianeti, negli altari

Sei tu che ti prepari alla guerra, all’uscita dalla storia

Sei tu a memoria

Il tuo nome su una via, la tua malattia

La tua firma sul registro, tu crocifisso

Tu giudicato, tu perdonato

Il tuo paese sei tu nello spazio

Tu sul precipizio, tu in miseria con le gambe rotte

Tu sul fondo di una botte a giocare a nascondino

E ad aspettare

Ad aspettare che qualcuno ti dica “Ti ho trovato. Devi uscire”

E a quel punto tu uscirai e dirai

“Si. Il mio paese sono io”